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Un giorno al Castello di Avellino: un luogo plasmato dalla storia e dalla geologia

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  foto: Castello di Avellino - Corvettec6r, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons Il castello di Avellino si erge come un silenzioso custode del tempo, sospeso tra storia e leggenda.  Esso non è solo una costruzione medievale, è la testimonianza di un passato che parla di regnanti, battaglie, cambiamenti e, soprattutto, di quel senso di potere che la pietra e le mura alte sanno sempre trasmettere.  Ha infatti una storia lunga e complessa che si intreccia con eventi politici e sociali del regno di Napoli. Costruito nel IX - X sec.dai Longobardi per difendere la città, divenne importante sotto i Normanni nel XII secolo, dove fu sede dell'incoronazione di Ruggero II. Successivamente, passò sotto il dominio degli Svevi, Angioini e Aragonesi, mantenendo il suo ruolo strategico.  Nel Seicento, con i Caracciolo, il castello fu trasformato in residenza signorile, perdendo le sue caratteristiche difensive.  Tuttavia, i...

Il Castello di Laviano (SA): geologia, paesaggio e storia nell’Appennino campano-lucano

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Introduzione storica al Castello di Laviano Il Castello di Laviano, situato nell’alta valle del Sele, in provincia di Salerno, rappresenta uno dei principali elementi storici e paesaggistici dell’area di confine tra Campania e Basilicata. L’abitato storico si sviluppa su un rilievo dominante la valle, in una posizione che rivela immediatamente un forte legame tra scelte insediative e caratteristiche geologiche del territorio. Prospetto sud (Fonte: G. Cataldo) Le origini del castello sono generalmente ricondotte all’età medievale, probabilmente tra il IX e l’XI secolo, quando numerosi centri fortificati vennero costruiti o potenziati lungo l’Appennino meridionale per controllare le vie interne della penisola. In questo periodo il territorio faceva parte di un sistema di difesa e di organizzazione del potere feudale che caratterizzò gran parte dell’Italia meridionale dopo la fine dell’età longobarda. Ala laterale (Fonte: G. Cataldo) Con l’arrivo dei Normanni nell’Italia meridionale tra X...

La Grotta di Castelcivita: un viaggio tra geologia, storia e bellezza sotterranea nel Parco del Cilento

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Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, tra cime calcaree, valli fluviali e borghi antichi, si nasconde uno dei sistemi carsici più affascinanti dell’Italia meridionale: la Grotta di Castelcivita. Questo complesso sotterraneo, sviluppato per oltre quattro chilometri all’interno dei Monti Alburni, è un laboratorio naturale che racconta milioni di anni di storia geologica e umana. Accesso e prime impressioni  L’ingresso delle grotte si trova nel territorio del comune di Castelcivita, in provincia di Salerno. Superando la vegetazione mediterranea dei pendii circostanti, il visitatore si trova di fronte a un arco naturale che apre la montagna su un mondo sotterraneo fresco e umido. Appena entrati, la luce esterna lascia spazio a un percorso illuminato che guida tra sale e gallerie, offrendo una prima impressione della complessità geologica del sistema. Geologia e geomorfologia del sistema carsico  Le Grotte di Castelcivita si sviluppano all’interno di ...

La geoarcheologia dell'antica città di Compsa

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La geoarcheologia rappresenta un ambito interdisciplinare che unisce metodologie e conoscenze proprie della geologia, della geomorfologia e dell’archeologia al fine di ricostruire l’evoluzione dei paesaggi antropizzati nel corso del tempo. Attraverso l’analisi delle stratigrafie, dei processi geomorfologici e delle dinamiche ambientali è possibile comprendere il rapporto tra le comunità umane e il territorio nel quale esse si sono sviluppate. Un caso particolarmente significativo nell’Italia meridionale è costituito dal sito archeologico dell’antica Compsa, situato nell’attuale centro di Conza della Campania, in provincia di Avellino. L’area rappresenta un contesto di grande interesse geoarcheologico per diversi motivi: la sua posizione strategica all’interno dell’Appennino campano-lucano, la lunga continuità insediativa che va dalla preistoria all’età medievale e l’importante ruolo svolto dai fenomeni sismici nella trasformazione del paesaggio e nella conservazione delle evidenze arch...

Geomorfologia e carsismo dell’Altopiano del Laceno: il sistema carsico del Lago e della Grotta del Caliendo

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Introduzione  L’Altopiano del Laceno rappresenta uno dei paesaggi montani più significativi dell’Appennino meridionale per lo studio dei fenomeni geomorfologici e carsici. Situato nel territorio di Bagnoli Irpino, all’interno del massiccio dei Monti Picentini, l’altopiano è caratterizzato da una grande conca di origine tettonico-carsica posta a circa 1000–1100 m di quota.  Il paesaggio è dominato da superfici pianeggianti, depressioni chiuse, forme carsiche superficiali e da un sistema idrologico sotterraneo molto sviluppato. Al centro della conca si trova il Lago Laceno, un bacino lacustre poco profondo legato ai processi di dissoluzione delle rocce carbonatiche e alla circolazione idrica sotterranea.  Tra gli elementi più interessanti del sistema carsico dell’area si colloca la Grotta del Caliendo, una vasta cavità ipogea collegata idrologicamente al lago e al drenaggio sotterraneo dell’altopiano. Data la sua importanza per l’economia locale, l'altopiano è stato inserit...

Esplorazioni sull’altopiano del Laceno

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Ci sono paesaggi che si comprendono soltanto studiandoli sulle carte geologiche, e altri che invece si rivelano davvero solo camminandoci dentro. L’Altopiano del Laceno appartiene a questa seconda categoria: un luogo in cui la geomorfologia non è soltanto una disciplina scientifica, ma un’esperienza sensoriale e quasi intima. Le mie escursioni su questo altopiano, nel cuore dei Monti Picentini, sono cominciate come semplici uscite di osservazione geomorfologica. Con il tempo, però, si sono trasformate in qualcosa di diverso: una lenta esplorazione di un paesaggio che sembra custodire più segreti di quanti ne riveli. Il paesaggio che si apre Arrivare sull’altopiano è sempre un momento particolare. Dopo aver attraversato boschi fitti e versanti montani, la strada si apre improvvisamente su una grande conca luminosa. Al centro si distende il Lago Laceno, quieto e irregolare, circondato da prati e faggete. Nei giorni di vento la superficie dell’acqua si increspa leggermente; nelle giornate...