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Come i movimenti della crosta terrestre hanno costruito il paesaggio. L'esempio dell'area a nord dei Monti Picentini

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Il paesaggio collinare e montuoso a nord dei Monti Picentini non è casuale: è il risultato diretto dei movimenti tettonici che hanno dato origine all’Appennino.  Le rocce affioranti nell’area raccontano una lunga storia di compressioni, sovrascorrimenti e sollevamenti che hanno modellato rilievi, valli e versanti. Dalla piattaforma carbonatica alla catena montuosa  In origine, le rocce carbonatiche dei Monti Picentini si formarono in un mare caldo e poco profondo, molto lontano dalla posizione attuale. Per milioni di anni si accumularono lentamente fanghi calcarei e resti di organismi marini, creando una piattaforma stabile e spessa. Con l’inizio dell’orogenesi appenninica, tra Miocene e Pliocene, la situazione cambiò radicalmente: la compressione tra la placca africana e quella europea provocò il ripiegamento e la fratturazione di queste rocce, che vennero sollevate e spinte verso nord-est. 👉 Nel paesaggio attuale: i rilievi più alti e aspri dei Picentini corrisp...

Sguardo geologico sull' area a nord dei M. Picentini

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L’area compresa tra Chiusano di San Domenico e Montemiletto, a nord dei Monti Picentini, rappresenta un settore molto interessante dell’Appennino campano dal punto di vista geologico. In pochi chilometri affiorano infatti unità rocciose di età e origine molto diverse, che raccontano una storia lunga decine di milioni di anni, fatta di mari tropicali, bacini profondi, sollevamenti tettonici, fiumi e grandi eruzioni vulcaniche. Questa varietà rende il territorio una sorta di laboratorio naturale per comprendere l’evoluzione geodinamica dell’Appennino meridionale. La piattaforma carbonatica appenninica dei Monti Picentini  Le rocce più antiche affioranti nell’area appartengono alla piattaforma carbonatica appenninica, ben rappresentata nei Monti Picentini. Si tratta di potenti successioni di calcari e dolomie deposte tra il Mesozoico e il Paleogene in ambienti marini caldi e poco profondi, simili alle attuali piattaforme carbonatiche tropicali. Queste rocce, oggi sollevate e fratturat...

Il Flysch Rosso nell'area a nord dei Monti Picentini

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  Il Flysch Rosso è una formazione sedimentaria profonda, appartenente al dominio Lagonegrese–Molisano del bacino pelagico della Catena Appenninica meridionale. Nell’area a nord dei Monti Picentini costituisce una delle principali unità litostratigrafiche affioranti e forma l’ossatura di numerosi rilievi collinari sui quali si ergono diversi centri abitati (Montemiletto, Montaperto, Montefalcione, Candida, S. Potito Ultra).  Dal punto di vista tettonico, questi affioramenti rappresentano porzioni interne del sistema di bacino profondo prima della compressione orogenica appenninica, successivamente coinvolte nelle fasi deformative Cenozoiche tardive–Miocene–Pliocene.  Composizione petrografica Il Flysch Rosso in questa zona è caratterizzato da una alternanza di litofacies distinte: 1. Litofacies calcareo-clastica  Questa è la componente più evidente in affioramento, soprattutto lungo i versanti e nei tagli stradali: Si hanno: calcari clastici grigiastri e biancastri c...

Lettura geologica del paesaggio dal punto panoramico di Monte San Domenico – Chiusano di San Domenico

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Dalla cima di M. San  Domenico, piccolo rilievo dei Monti Picentini settentrionali, lo sguardo abbraccia un paesaggio che racconta milioni di anni di storia geologica dell’Appennino meridionale. Quello che oggi appare come un alternarsi di montagne, colline e valli è il risultato diretto dei movimenti tettonici e dei diversi tipi di rocce affioranti. I rilievi carbonatici: lo “scheletro” del paesaggio  Osservando verso i Monti Picentini, cioè, verso M. Luceto, si distinguono i rilievi più elevati e dalle forme spesso aspre e rocciose. Queste montagne sono costituite prevalentemente da calcari della piattaforma carbonatica appenninica, rocce dure e resistenti all’erosione. 👉 Come riconoscerle dal punto panoramico: profili netti e massicci; versanti ripidi; colore chiaro delle rocce affioranti; scarsa copertura di suolo nelle zone più elevate.  Questi rilievi rappresentano le parti più antiche del territorio, sollevate durante la formazione della catena appenninica. Le col...

Alcune considerazioni su una cavità del M.te Tuoro

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    Il massiccio carbonatico del M. Tuoro (m. 1432) ed i rilievi ad esso morfologicamente e strutturalmente connessi (fig. 1), forma il margine nordoccidentale del gruppo dei monti Picentini e, pur essendo costituito in gran parte di calcare con un’alta potenzialità di carsismo, non è mai stato oggetto, per quanto mi risulti, di studi morfologici, né tantomeno di semplici esplorazioni orientative. Degli studi precedenti solo Civita (1969) accenna alle morfologie carsiche della vetta del M. Tuoro segnalando sulla cartografia allegata al suo lavoro una grotta sul versante nord. Di recente il CAI di Avellino ha incluso M. Tuoro nei suoi programmi escursionistici ed esplorativi.                                                               Fig. 1 – Versante nord del M. Tuoro. Questo territorio è prevalentemente montuoso, con u...