Post

La geoarcheologia dell'antica città di Compsa

Immagine
La geoarcheologia rappresenta un ambito interdisciplinare che unisce metodologie e conoscenze proprie della geologia, della geomorfologia e dell’archeologia al fine di ricostruire l’evoluzione dei paesaggi antropizzati nel corso del tempo. Attraverso l’analisi delle stratigrafie, dei processi geomorfologici e delle dinamiche ambientali è possibile comprendere il rapporto tra le comunità umane e il territorio nel quale esse si sono sviluppate. Un caso particolarmente significativo nell’Italia meridionale è costituito dal sito archeologico dell’antica Compsa, situato nell’attuale centro di Conza della Campania, in provincia di Avellino. L’area rappresenta un contesto di grande interesse geoarcheologico per diversi motivi: la sua posizione strategica all’interno dell’Appennino campano-lucano, la lunga continuità insediativa che va dalla preistoria all’età medievale e l’importante ruolo svolto dai fenomeni sismici nella trasformazione del paesaggio e nella conservazione delle evidenze arch...

Geomorfologia e carsismo dell’Altopiano del Laceno: il sistema carsico del Lago e della Grotta del Caliendo

Immagine
Introduzione  L’Altopiano del Laceno rappresenta uno dei paesaggi montani più significativi dell’Appennino meridionale per lo studio dei fenomeni geomorfologici e carsici. Situato nel territorio di Bagnoli Irpino, all’interno del massiccio dei Monti Picentini, l’altopiano è caratterizzato da una grande conca di origine tettonico-carsica posta a circa 1000–1100 m di quota.  Il paesaggio è dominato da superfici pianeggianti, depressioni chiuse, forme carsiche superficiali e da un sistema idrologico sotterraneo molto sviluppato. Al centro della conca si trova il Lago Laceno, un bacino lacustre poco profondo legato ai processi di dissoluzione delle rocce carbonatiche e alla circolazione idrica sotterranea.  Tra gli elementi più interessanti del sistema carsico dell’area si colloca la Grotta del Caliendo, una vasta cavità ipogea collegata idrologicamente al lago e al drenaggio sotterraneo dell’altopiano. Data la sua importanza per l’economia locale, l'altopiano è stato inserit...

Esplorazioni sull’altopiano del Laceno

Immagine
Ci sono paesaggi che si comprendono soltanto studiandoli sulle carte geologiche, e altri che invece si rivelano davvero solo camminandoci dentro. L’Altopiano del Laceno appartiene a questa seconda categoria: un luogo in cui la geomorfologia non è soltanto una disciplina scientifica, ma un’esperienza sensoriale e quasi intima. Le mie escursioni su questo altopiano, nel cuore dei Monti Picentini, sono cominciate come semplici uscite di osservazione geomorfologica. Con il tempo, però, si sono trasformate in qualcosa di diverso: una lenta esplorazione di un paesaggio che sembra custodire più segreti di quanti ne riveli. Il paesaggio che si apre Arrivare sull’altopiano è sempre un momento particolare. Dopo aver attraversato boschi fitti e versanti montani, la strada si apre improvvisamente su una grande conca luminosa. Al centro si distende il Lago Laceno, quieto e irregolare, circondato da prati e faggete. Nei giorni di vento la superficie dell’acqua si increspa leggermente; nelle giornate...

Il Ponte di Annibale a San Mango sul Calore: considerazioni geoarcheologiche su un attraversamento romano in Irpinia

Immagine
Nel territorio di San Mango sul Calore, situato nella provincia di Avellino, si trova uno dei più affascinanti manufatti della viabilità antica irpina: il noto Ponte di Annibale, una struttura tradizionalmente datata all’epoca romana e associata a leggende locali che ne attribuiscono l’origine al passaggio del generale cartaginese Annibale Barca durante la seconda guerra punica. Il ponte di Annibale - Foto: Fiore Silvestro Barbato, Licenza: CC BY-SA 2.0 by Wikimedia Commons Al di là della tradizione popolare, il ponte costituisce un caso di particolare interesse dal punto di vista geoarcheologico, in quanto consente di analizzare l’interazione tra il paesaggio fluviale, le vie di comunicazione antiche e le trasformazioni geomorfologiche nella valle del fiume Calore. Questo sito rappresenta quindi un piccolo laboratorio naturale per comprendere come le infrastrutture romane fossero integrate nel territorio dell’Irpinia interna. Il contesto geografico: la valle del Calore in Irpinia ...

Nel cuore della terra: esplorando le Grotte di Castelcivita nel Parco del Cilento

Immagine
Ci sono luoghi in cui il tempo sembra scorrere in modo diverso. Luoghi in cui la percezione dello spazio cambia e dove la natura racconta storie che hanno milioni di anni. Le Grotte di Castelcivita, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, sono uno di questi. Le grotte si trovano nel territorio di Castelcivita, in provincia di Salerno, e rappresentano uno dei sistemi carsici più importanti dell’Italia meridionale. Con oltre quattro chilometri di sviluppo conosciuto, costituiscono un vero e proprio labirinto sotterraneo di sale, gallerie e cunicoli scolpiti lentamente dall’acqua nel corso del tempo. Le Grotte di Castelcivita sono il risultato di un lungo processo di carsificazione che ha interessato le rocce calcaree dei Monti Alburni. Queste rocce si sono formate in ambienti marini durante il Mesozoico, quando gran parte dell’area che oggi costituisce l’Appennino meridionale era coperta dal mare. Successivamente, i movimenti tettonici che hanno dato origine ...

Castelcivita: un viaggio nel Paleolitico nel cuore del Cilento

Immagine
Nel verde del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la Grotta di Castelcivita custodisce tracce preziose della vita umana di decine di migliaia di anni fa. Qui, durante il Paleolitico superiore, uomini e donne affrontavano le sfide di un mondo selvaggio, sviluppando abilità che avrebbero segnato la storia dell’umanità. Ingresso della Grotta di Castelcivita Il Paleolitico, letteralmente “Età della Pietra Antica”, è il periodo in cui l’uomo imparò a utilizzare la pietra per creare utensili e armi. Nella grotta di Castelcivita, gli archeologi hanno rinvenuto strumenti in selce e ossidiana scheggiata, indicativi di una società di cacciatori-raccoglitori. Le attività quotidiane includevano: Caccia e raccolta: cervi, cinghiali e piccoli mammiferi fornivano carne, pellicce e ossa per utensili.  Frutti, radici e bacche integravano l’alimentazione.  Produzione di utensili: schegge di pietra diventavano punte di freccia, raschiatoi o lame, mostrando ingegno e capacità m...

La Mefite della Valle d'Ansanto: tra mito e realtà geologica

Immagine
Introduzione La Valle di Ansanto, a circa 4 km dal centro abitato di Rocca S. Felice, in provincia di Avellino, è un luogo che affascina da secoli. Con il suo paesaggio inquietante, le fumarole e l'aria impregnate di zolfo, è stata protagonista di leggende e racconti, ma anche oggetto di studi scientifici. L’area è famosa non solo per il suo interesse geologico, ma anche per la sua connessione con la mitologia. Virgilio, nell’Eneide, fa riferimento a questa valle come a un luogo misterioso e inquietante, legato alle forze primordiali. Ma cos'è davvero la mefite della Valle di Ansanto? E come si intrecciano mito e geologia in questo angolo del mondo? La Mefite nell’Eneide Nel VII libro dell’Eneide, Virgilio descrive la Valle di Ansanto come una terra desolata, invasa da vapori maleodoranti e gas pestilenziali. Quando Enea, durante il suo viaggio verso l’Italia, arriva in questo luogo, egli e i suoi compagni si trovano di fronte a una "terra malsana" dove le "acque...