La Mefite della Valle di Ansanto: tra mito e realtà geologica




Introduzione


La Valle di Ansanto, a circa 4 km dal centro abitato di Rocca S. Felice, in provincia di Avellino, è un luogo che affascina da secoli. Con il suo paesaggio inquietante, le fumarole e l'aria impregnate di zolfo, è stata protagonista di leggende e racconti, ma anche oggetto di studi scientifici. L’area è famosa non solo per il suo interesse geologico, ma anche per la sua connessione con la mitologia. Virgilio, nell’Eneide, fa riferimento a questa valle come a un luogo misterioso e inquietante, legato alle forze primordiali. Ma cos'è davvero la mefite della Valle di Ansanto? E come si intrecciano mito e geologia in questo angolo del mondo?




La Mefite nell’Eneide


Nel VII libro dell’Eneide, Virgilio descrive la Valle di Ansanto come una terra desolata, invasa da vapori maleodoranti e gas pestilenziali. Quando Enea, durante il suo viaggio verso l’Italia, arriva in questo luogo, egli e i suoi compagni si trovano di fronte a una "terra malsana" dove le "acque ribollono" e l'aria è impregnate da un "odore infernale". 

In questo paesaggio, la presenza delle mefite è una chiara rappresentazione della connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, un simbolo della discesa nell’oltretomba. La Valle di Ansanto diventa così un passaggio mistico, dove il protagonista dell'epopea virgiliana non solo affronta le difficoltà naturali, ma anche quelle psicologiche e spirituali.

Il mito e la geografia si fondono, creando un’atmosfera unica, ricca di mistero, che ancora oggi affascina chi visita la zona.


Il fenomeno geologico della Mefite


Dal punto di vista geologico, la Valle di Ansanto è un esempio straordinario di attività geotermica, ma non di origine vulcanica. Le esalazioni in quest'area non derivano da eruzioni, ma sono causate dalla fuoriuscita di gas sotterranei misti ad acque ribollenti. L'area si trova infatti in una zona di fratture geologiche che permettono ai gas, in particolare anidride carbonica, anidride solforosa e metano, di salire in superficie. Questi gas, a contatto con l'aria, creano quella sensazione di "malodore" che ha tanto affascinato gli antichi.




Le acque ribollenti, visibili in alcune pozze di fango, sono sorgenti che, mescolandosi ai gas, danno vita a un fenomeno visivo e sensoriale unico. Queste acque non sono riscaldate da magma, ma dall'attività geotermica a bassa temperatura, che attraverso le fratture nel sottosuolo consente una mescolanza di gas e acqua.

Dal punto di vista geologico, la composizione del terreno in quest'area è dominata da rocce sedimentarie di tip evaporitico ricche di composti solforosi, che facilitano la fuoriuscita dei gas. L'intera zona fa parte di un sistema geotermico che, pur non essendo di tipo vulcanico, presenta caratteristiche molto simili a quelle delle fumarole di altre aree geotermiche non vulcaniche, come quelle di alcuni paesaggi islandesi.


Ritrovamenti archeologici e il tempio della dea Mefite


La Valle di Ansanto non è solo un luogo di fenomeni naturali, ma anche un'importante area archeologica. Gli scavi recenti hanno portato alla luce numerosi reperti risalenti all’età osco-sannitica e romana, che testimoniano l’importanza di questo sito nei secoli passati. Le antiche popolazioni sannitiche e romane vedevano nella Valle un luogo sacro, legato a forze divine.




Uno degli elementi più significativi è il Tempio della dea italica Mefite, che sorgeva nelle vicinanze delle fumarole. Mefite, divinità della terra, del fango e dei vapori velenosi, era venerata soprattutto dai Sanniti e dai Romani. Questo tempio era un luogo di culto per chi cercava protezione o benedizioni dalle forze della natura, ma anche un centro per pratiche di purificazione e sacrificio. I romani, in particolare, costruirono un santuario dedicato alla dea per cercare di placare le forze naturali e comprendere meglio i misteriosi fenomeni geotermici che accadevano nella valle.

Oggi, alcuni resti di superfici murarie del tempio sono visibili sulle ripe soprastanti la valle e testimoniano l'antica sacralità del luogo. I ritrovamenti archeologici hanno incluso altari, iscrizioni e vasellame, che raccontano di riti e cerimonie legate alla venerazione di Mefite e altre divinità pagane. Il culto di Mefite durò circa mille anni, dal VI sec. a.C. al IV sec. d.C., fino all'arrivo nella Valle d’Ansanto di S. Felice da Nola con l'intenzione di evangelizzarla e il tempio della dea pagana fu distrutto per essere sostituito da una chiesetta dedicata a Santa Felicita oggi meta di pellegrinaggio religioso.

L’imponente simbolismo di questo luogo, carico di storia e spiritualità, si mescola con l’atmosfera unica che la natura stessa crea.


Una visita personale alla Valle di Ansanto


Nel mio passato, ho avuto il piacere di visitare la Valle di Ansanto, e ciò che mi ha colpito più di ogni altra cosa è stato il senso di mistero e l’atmosfera ancestrale che si respira in questo luogo. Camminare lungo i sentieri che costeggiano le fumarole e osservare le pozze di fango che ribollono sotto i miei occhi mi ha dato un'impressione di connessione profonda con la terra. La sensazione di trovarmi in un posto sospeso tra il mondo dei vivi e quello dei morti è stata quasi tangibile. L'odore pungente dell’anidride solforosa, unito al rumore sordo delle acque che ribollivano sotto il terreno, crea una sensazione di intimità con la natura selvaggia, ma anche di rispetto e paura verso le forze che essa incarna.

Ogni passo in questa valle mi ha fatto riflettere su quanto questo luogo abbia avuto un impatto profondo sulle popolazioni antiche, che non potevano fare a meno di vedere in questi fenomeni geologici una manifestazione del divino, ma anche un monito della potenza incontrollabile della natura. 

La Valle di Ansanto non è solo un'area da visitare, ma un luogo che ti invita a fermarti e a meditare sulla sua storia, sui suoi misteri e sul suo legame indissolubile con la terra.


Conclusione: un viaggio tra natura, storia e mito


La Valle di Ansanto è una testimonianza straordinaria di come la natura possa modellare il mito e come il mito, a sua volta, possa arricchire la comprensione di fenomeni naturali. Visitare questo geosito è come intraprendere un viaggio nel tempo, dove geologia, archeologia e mitologia si intrecciano per raccontare una storia che affonda le radici nella profondità della terra e nell’immaginario collettivo delle popolazioni antiche.

Per chi desidera esplorare la Valle di Ansanto, una visita guidata è l’occasione per immergersi in un paesaggio che non solo è ricco di fascino geologico, ma anche di una storia millenaria che merita di essere conosciuta e raccontata.




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