Monte Tuoro |
Inquadramento Geologico
| Stralcio carta geologica foglio 449 Avellino |
Il Ruolo della Tettonica e dell'Erosione
La morfologia del Tuoro non è casuale, ma è guidata dalle linee di frattura della terra.
Il rilievo è controllato da faglie normali plio-quaternarie con direzione prevalente NW-SE (appenninica) e NE-SW (antiappenninica). Il versante settentrionale rappresenta il rigetto di una imponente scarpata di faglia che ha causato il ribassamento del blocco vallivo rispetto alla dorsale.
| Piano di faglia verticale sul versante nord |
La forte energia del rilievo e la frammentazione tettonica della roccia carbonatica (brecce lungo i piani di faglia) sono i motori primari che hanno alimentato l’evoluzione esogena.
Il Versante Nord-Occidentale è dominato da scarpate di faglia. Qui la roccia è nuda e viva, con pendenze che superano spesso i 40-50 gradi. Questo versante è caratterizzato da "canaloni di valanga" e solchi di erosione accelerata, dove l'azione della gravità prevale su ogni altro processo.
Sul versante meridionale, seguendo l'immersione degli strati rocciosi (pendenza strutturale), il profilo si addolcisce. Qui troviamo depositi di suolo più profondi e una morfologia meno tormentata, interrotta solo da piccoli affioramenti rocciosi che seguono l'andamento della stratificazione.
Il Carsismo e le Piane Endoreiche
L'acqua è il principale scultore del Monte Tuoro, ma agisce in gran parte "dentro" la montagna.
Sulle creste sommitali sono visibili i karren (campi carreggiati), solchi paralleli scavati dallo scorrimento delle acque piovane. Queste forme non sono solo morfologie superficiali, ma "imbuti" di drenaggio che annullano quasi completamente il ruscellamento superficiale.
Il Tuoro è circondato da altopiani come la Piana Sant'Agata e il Piano del Mangano. Queste piane sono bacini chiusi dove l'acqua non defluisce in fiumi superficiali ma s’infiltra nel sottosuolo attraverso inghiottitoi. La loro origine è mista: tettonica (sprofondamento di blocchi) e carsica (dissoluzione della roccia).
Situata sul margine occidentale del massiccio, la Piana di Sant’Agata è una forma mista tettonico-carsica, originatasi come bacino di pull-apart o depressione tettonica, successivamente modellata dalla dissoluzione chimica.
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| Piana S. Agata |
La piana raccoglie sedimenti fluvio-lacustri e piroclastici (derivati dalle eruzioni del Somma-Vesuvio). Il drenaggio è esclusivamente ipogeo, garantito da inghiottitoi posizionati ai margini della piana, uno di recente formazione, dove il contatto tra i sedimenti sciolti e il calcare di base facilita l'assorbimento idrico. È un nodo idrogeologico critico per la ricarica e la vulnerabilità dell'acquifero Terminio-Tuoro.
| Inghiottitoio recente sul margine settentrionale della piana |
Il carsismo profondo è strettamente controllato dalla densità di fratturazione. Il Monte Tuoro agisce come un immenso serbatoio idrico ipogeo. L'acqua infiltrata alimenta la falda basale che, per gravità e controllo strutturale (barriere idrogeologiche date da sedimenti meno permeabili o faglie sigillanti), alimenta sorgenti pedemontane di vitale importanza drenando l'acqua verso il bacino del Calore.
Dinamiche del Quaternario: Dal Gelo ai Processi di Versante
Il paesaggio che vediamo oggi è stato rifinito negli ultimi 2 milioni di anni (Pleistocene e Olocene). Durante le glaciazioni, pur non essendoci ghiacciai permanenti come sulle Alpi, il Tuoro ha subito l'azione periglaciale. Il gelo intenso frantumava la roccia (crioclastismo), producendo i vasti coni di deiezione e le falde detritiche che oggi osserviamo alla base delle pareti settentrionali.
Molte di queste forme sono "fossili" (stabilizzate dalla vegetazione), ma sui settori più acclivi rimangono attive colate detritiche canalizzate (debris flow). Questi depositi quaternari hanno un'elevata porosità e fungono da zone di infiltrazione secondaria per le acque meteoriche.
Oggi, i brevi e ripidi torrenti stagionali continuano a scavare forre e incisioni, trasportando a valle i detriti calcarei e contribuendo alla sedimentazione alluvionale nelle piane sottostanti.
| Torrente Varco |
| Caratteristica piccola cascata nel torrente Varco |
I Geositi: Punti di Osservazione Privilegiata
Il monte Tuoro offre una serie di "stop" geologici di primario interesse per la ricostruzione dell'evoluzione morfologica dell'area. Infatti, all'interno del massiccio si possono individuare specifici geositi, ovvero località che presentano caratteristiche geologiche tali da renderle testimonianze uniche della storia geologica.
La Scarpata di Faglia Nord: Un vero e proprio "specchio di faglia" naturale dove è possibile osservare direttamente il piano di scorrimento tettonico che ha sollevato il massiccio. È un punto chiave per comprendere la sismotettonica dell'Appennino.
La Piana S. Agata: è un bacino tettonico-carsico che funge da "laboratorio" per lo studio del drenaggio ipogeo. Qui è possibile osservare il contatto tra i depositi piroclastici di copertura e il bedrock carbonatico, dove l'assorbimento idrico avviene per infiltrazione concentrata in corrispondenza di inghiottitoi attivi.
Le Forme Carsiche Sommitali di Quota 1400: Sulla cresta del Tuoro si rinvengono campi carreggiati (karren) e piccole doline a imbuto. La loro distribuzione spaziale è strettamente controllata dai sistemi di fratturazione (diaclasi) e riflette l'azione della dissoluzione chimica operata dalle acque meteoriche in ambienti d'alta quota.
L'inghiottitoio di quota 1200 detto Grotta dei Briganti: sulla parete nord è presente una cavità a sviluppo verticale fino ad oggi ancora inesplorata.
Le Falde di Detrito Stratificate: lungo i sentieri che risalgono il versante settentrionale, si notano accumuli di pietrisco organizzati in strati, che testimoniano le diverse fasi climatiche del Pleistocene superiore.
Nell'area non mancano geositi puramente geologici, come i vari affioramenti carbonatici lungo la strada montana che conduce alla vetta e alcuni lembi di flysch miocenico presso gli altopiani.
Geobotanica: La Vita tra le Rocce
La geologia del Monte Tuoro influenza drasticamente la flora, creando habitat selettivi dove sopravvivono specie adattate alla carenza d'acqua e all'alcalinità del suolo calcareo:
Flora Rupicola: sulle pareti verticali del versante nord crescono piante "litofite" capaci di affondare le radici nelle minime fessure della roccia, come la Campanula fragilis e diverse specie di Saxifraga.
Conclusioni: Un Laboratorio di Geodinamica
Il Monte Tuoro emerge come un laboratorio geomorfologico. La sua conformazione è l’esito di un equilibrio dinamico tra la spinta tettonica (che crea il rilievo), il carsismo (che ne drena l'interno) e i processi di versante (che ne modellano i fianchi). La comprensione di queste dinamiche — dall'asimmetria strutturale dei versanti alla vulnerabilità intrinseca delle piane endoreiche — è la base imprescindibile per ogni corretta pianificazione territoriale e la conservazione della biodiversità in Campania.
Come geologi e ricercatori, abbiamo il dovere di evidenziare che il Tuoro non è una struttura statica ma un organismo idro-geomorfologico attivo la cui efficienza dipende dalla conservazione dei suoi geositi.
La salvaguardia della Piana di Sant'Agata e dei sistemi di assorbimento profondo non è solo un atto di tutela naturalistica, ma una necessità strategica per la sicurezza idrica regionale.
Studi di Settore
Per chi volesse approfondire i dati scientifici alla base di questa analisi, si possono consultare i seguenti lavori dell’Autore sul sito di Academia.edu:
https://www.academia.edu/40197646/Alcune_considerazioni_su_una_cavit%C3%A0_del_M_te_Tuoro_Chiusano_Avellino_
https://www.academia.edu/39177558/Osservazioni_sul_carsismo_della_zona_centrale_del_M_te_Tuoro
https://www.academia.edu/39814958/Il_campo_carsico_di_Piana_S_Agata_nel_massiccio_del_M_te_Tuoro
www.academia.edu/42118804/Studio_geomorfologico_del_Monte_Tuoro_Monti_Picentini_Campania_
https://www.academia.edu/44121491/Prime_considerazioni_sullo_sprofondamento_dellAprile_2018_nella_piana_di_S_Agata

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