Come i movimenti della crosta terrestre hanno costruito il paesaggio. L'esempio dell'area a nord dei Monti Picentini
Il paesaggio collinare e montuoso a nord dei Monti Picentini non è casuale: è il risultato diretto dei movimenti tettonici che hanno dato origine all’Appennino.
Le rocce affioranti nell’area raccontano una lunga storia di compressioni, sovrascorrimenti e sollevamenti che hanno modellato rilievi, valli e versanti.
Dalla piattaforma carbonatica alla catena montuosa
In origine, le rocce carbonatiche dei Monti Picentini si formarono in un mare caldo e poco profondo, molto lontano dalla posizione attuale. Per milioni di anni si accumularono lentamente fanghi calcarei e resti di organismi marini, creando una piattaforma stabile e spessa.
Con l’inizio dell’orogenesi appenninica, tra Miocene e Pliocene, la situazione cambiò radicalmente: la compressione tra la placca africana e quella europea provocò il ripiegamento e la fratturazione di queste rocce, che vennero sollevate e spinte verso nord-est.
👉 Nel paesaggio attuale:
i rilievi più alti e aspri dei Picentini corrispondono proprio alle rocce carbonatiche più rigide, capaci di resistere meglio all’erosione.
I flysch: rocce “trascinate” e deformate
Durante la costruzione della catena, davanti ai rilievi in sollevamento si formarono bacini marini profondi, nei quali si depositarono i sedimenti che oggi riconosciamo come Flysch di Castelvetere e Flysch Rosso.
Queste rocce furono successivamente trascinate, piegate e sovrapposte durante i movimenti tettonici, andando a collocarsi sopra o a contatto con le unità carbonatiche.
👉 Nel paesaggio attuale:
le zone collinari più morbide e arrotondate sono spesso scolpite nei flysch; i versanti instabili e le frane sono frequenti dove affiorano argille e marne.
Sovrascorrimenti e contatti tettonici
Uno degli aspetti più importanti della struttura dell’area è la presenza di sovrascorrimenti, ovvero superfici lungo le quali grandi masse di roccia si sono mosse l’una sopra l’altra.
In pratica, rocce più antiche possono trovarsi al di sopra di rocce più giovani, un’anomalia spiegabile solo con i movimenti tettonici.
👉 Per il visitatore:
questi contatti spesso coincidono con:
cambi netti di colore delle rocce; linee di sorgenti; bruschi cambiamenti di pendenza dei versanti.
Il Pliocene: una pausa nella deformazione
Dopo le fasi più intense di compressione, nel Pliocene alcune aree subirono un abbassamento relativo, permettendo al mare di tornare a invadere il territorio. Le unità plioceniche si depositarono in modo più regolare e subirono deformazioni molto limitate.
👉 Nel paesaggio attuale:
questi sedimenti danno luogo a forme più dolci, spesso utilizzate per coltivazioni e insediamenti.
Il sollevamento recente e il ruolo dei fiumi
Negli ultimi milioni di anni, l’area è stata interessata da un sollevamento tettonico lento ma continuo. Questo ha favorito l’incisione dei corsi d’acqua, in particolare del Fiume Calore, che ha scavato la sua valle e creato terrazzi fluviali.
👉 Per la guida naturalistica:
i terrazzi sono ottimi punti panoramici per leggere:
l’evoluzione del fiume; le diverse fasi di sollevamento del territorio. Le coperture piroclastiche: il tocco finale
Le eruzioni dei vulcani campani hanno depositato ceneri e pomici su un paesaggio già modellato dalla tettonica. Questi materiali si sono accumulati soprattutto nelle zone meno acclivi, mascherando in parte la geologia sottostante.
👉 Nel paesaggio attuale:
suoli fertili e scuri; pendii apparentemente stabili ma talvolta soggetti a frane superficiali. Leggere il paesaggio con gli occhi della tettonica
Per una guida naturalistica, la chiave è aiutare il visitatore a capire che:
le montagne corrispondono alle rocce più antiche e resistenti; le colline sono scolpite nei flysch e nei sedimenti più recenti; le valli seguono spesso linee di debolezza tettonica; le sorgenti nascono dal contatto tra rocce permeabili e impermeabili. Se vuoi, posso: costruirti una sezione geologica “raccontata” passo-passo, come se fosse un itinerario escursionistico; preparare schede di lettura del paesaggio per punti panoramici specifici; oppure trasformare tutto in un testo pronto per una guida cartacea o un pannello didattico.
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