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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Geositi: il patrimonio nascosto che racconta la Terra

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La Terra rappresenta un libro aperto, redatto in miliardi di anni attraverso rocce, paesaggi e minerali. Alcuni luoghi, noti come geositi, custodiscono testimonianze uniche della sua storia. La loro protezione e valorizzazione rientrano nel campo della geoconservazione, una disciplina che salvaguarda la memoria del pianeta e promuove un uso sostenibile del territorio. I geositi possono manifestarsi come affioramenti rocciosi, vulcani, grotte, depositi fossiliferi o paesaggi modellati dall’acqua e dai ghiacciai. Questi luoghi consentono di comprendere i processi naturali, le dinamiche climatiche e l’evoluzione del nostro pianeta. In sostanza, sono documenti naturali fondamentali per la ricerca e l'insegnamento. I geositi narrano la storia antichissima del nostro pianeta. Preservarli equivale a tutelare un patrimonio naturale, culturale e scientifico, offrendo alle generazioni future l'opportunità di apprendere e rispettare la Terra. Visitare un geosito ci consente di percepire i...

Il massiccio calcareo del M.te Luceto

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M. te Luceto, rilievo calcareo del gruppo dei Monti Picentini, è un’area naturalistica e di svago nota a livello regionale, già meta di escursioni e gite, come la famosa “scalata” che si tiene ogni anno nel mese di Aprile e che riunisce numerosi visitatori provenienti dai paesi vicini. L’area considerata nel suo contesto tettonico e geomorfologico, rappresenta una singolarità "geologica" meritevole sia di ulteriori studi, sia di interventi di tutela e valorizzazione nell’ottica di una didattica di tipo naturalistico. E’ certamente meritevole di essere censita come un importante "sito geologico", per il suo interesse rilevante per la conoscenza della morfotettonica di questa parte dell’Appennino meridionale. L’area di studio ricade nel settore nordoccidentale del gruppo dei M. Picentini ed è geograficamente individuata dalle alte valli dei fiumi Calore e Sabato, le cui testate sono vicinissime, nascendo entrambi i corsi d’acqua nella profonda valle tra il M. Accellic...

Il contesto geologico del sito preistorico di Montemiletto (AV). Analisi preliminare

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Il sito di Cava Brogna (Montemiletto, Avellino) è un giacimento del Paleolitico Medio emerso tra il 1976 e il 1977 grazie agli studi di Cesare Porcelli.  Si tratta di un contesto stratigrafico eccezionale: una fessura naturale in roccia calcarea, colmata da una sequenza sedimentaria (argille, sabbie grossolane, limi), in cui sono stati rinvenuti 537 strumenti litici musteriani, oltre a 152 nuclei e scarti di lavorazione . Il sito sorge su una fessura naturale modellata nella roccia calcarea locale del Flysch Rosso (membro calcareo-pelitico). La fessura nella roccia calcareo-clastica ormai colmata da successivi depositi sedimentari: argille alla base, sabbie grossolane in mezzo e limi nella parte più alta, ha agito da contenitore naturale per gli artefatti musteriani.  La limitata esplorazione (causa aumento antropico estrattivo) ha impedito un’analisi dettagliata dell’ambiente sedimentario e faunistico . Il Flysch Rosso, una formazione largamente diffusa nel settore este...