Il Flysch Rosso nell'area a nord dei Monti Picentini
Il Flysch Rosso è una formazione sedimentaria profonda, appartenente al dominio Lagonegrese–Molisano del bacino pelagico della Catena Appenninica meridionale. Nell’area a nord dei Monti Picentini costituisce una delle principali unità litostratigrafiche affioranti e forma l’ossatura di numerosi rilievi collinari sui quali si ergono diversi centri abitati (Montemiletto, Montaperto, Montefalcione, Candida, S. Potito Ultra).
Dal punto di vista tettonico, questi affioramenti rappresentano porzioni interne del sistema di bacino profondo prima della compressione orogenica appenninica, successivamente coinvolte nelle fasi deformative Cenozoiche tardive–Miocene–Pliocene.
Composizione petrografica
Il Flysch Rosso in questa zona è caratterizzato da una alternanza di litofacies distinte:
1. Litofacies calcareo-clastica
Questa è la componente più evidente in affioramento, soprattutto lungo i versanti e nei tagli stradali:
Si hanno: calcari clastici grigiastri e biancastri con stratificazione irregolare, calcareniti e calciruditi con frammenti di organismi (ad esempio rudiste, Orbitoidi, Alveoline e Nummuliti) tipiche di risedimenti torbiditici carbonatici.
Banchi massivi con gradazione interna e tracce di base erosiva sui livelli inferiori.
Queste componenti lapidee possono raggiungere spessori totali di alcune centinaia di metri e sono spesso intercalate con livelli marnosi e argillosi rossastri o grigiastri.
2. Litofacies argilloso-marnosa
Questa è la componente più fine, associata ai livelli calcarei:
Alternanza di argille, marne e calcilutiti di colore variabile (verde, rosso e grigio). Peliti marnose spesso scarsamente stratificate e piegate a causa delle deformazioni tettoniche. Questi materiali sono tipici di un ambiente di bacino profondo, dove la sedimentazione fine predominava tra gli eventi torbiditici.
Nel complesso, la successione mostra una stratificazione molto variabile con transizioni localmente graduali tra componenti carbonatiche e pelitiche, riflettendo la dinamica di un bacino marino profondo con apporti laterali di materiale carbonatico dalla scarpata continentale.
Origine e ambiente di deposizione
Il Flysch Rosso si è depositato in un bacino marino profondo durante il Cretaceo superiore fino almeno al Miocene inferiore. È interpretato come prodotto di:
correnti torbiditiche e gravitative lungo la scarpata continentale, apporti di sedimenti carbonatici e pelitici da una piattaforma adiacente.
Le facies calcaree clastiche indicano episodi di significativa deposizione di materiale carbonatico (bioclasti e calcari risedimentati), mentre i livelli pelitici riflettono periodi di sedimentazione più calma e di deposito fine.
Struttura e deformazioni tettoniche
Gli affioramenti da me visitati mostrano elevata tettonizzazione con pieghe strette, fratturazione intensa che frammenta le successioni in blocchi poliedrici e relazioni tettoniche complesse con altri sistemi deposizionali miocenici (es. Flysch di Castelvetere e Unità di Altavilla).
La deformazione è associata alla fase di sollevamento e accavallamento che ha caratterizzato l’appennino meridionale durante il Cenozoico superiore, producendo un assetto molto piegato e fratturato di queste successioni sedimentarie profonde.
Proprietà geotecniche e impatto sul paesaggio
Dal punto di vista geologico-tecnico:
Il Flysch Rosso costituisce il substrato roccioso principale su cui sorgono diversi centri abitati (Montemiletto, Montaperto, Lapio, S.Potito Ultra). Le sequenze carbonatiche lapidee sono generalmente più competenti, ma gli orizzonti argillosi e marnosi conferiscono anisotropia meccanica e suscettibilità alla deformazione. In condizioni di superficie, fenomeni di alterazione e destabilizzazione dei versanti sono riconosciuti, correlabili anche al comportamento meccanico dei materiali pelitici nel Flysch Rosso.
Questi aspetti hanno rilevanza per l’analisi della stabilità dei versanti, la sismicità locale e l’urbanistica del territorio.
Conclusione
Il Flysch Rosso nell'area a nord dei Monti Picentini costituisce una formazione di bacino profondo Cretaceo-Miocenica, caratterizzata da alternanze di calcari clastici e argille/marne. La sua architettura sedimentaria riflette una dinamica di bacino pelagico con apporti torbiditici carbonatici dal margine di una piattaforma, successivamente deformati da intense fasi tettoniche appenniniche.

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