La Carta idrogeologica di M. Civita del 1969 riporta un enigma geomorfologico straordinario sui fianchi del Monte Tuoro, nel territorio di Chiusano di S. Domenico. La mappa mostra un profondo canalone a volte percorso da un vallone che scende dalle vette e si infila dritto in una cavità rocciosa – contrassegnata graficamente da una "U rovesciata" – per poi riemergere e proseguire verso valle. Questo punto critico si trova in un luogo dal nome fortemente evocativo: la località di Pietrastretta.
Il toponimo Pietrastretta non è casuale: indica un passaggio aspro e incassato tra imponenti pareti calcaree. In questo punto esatto, la forza millenaria dell'acqua ha modellato la roccia. Quella "U rovesciata" visibile sulla carta rappresenta con ogni probabilità una cavità o un inghiottitoio. Il vallone convoglia le acque meteoriche d'alta quota nella cavità che agisce come un imbuto idrogeologico: inghiotte il torrente a Pietrastretta e lo restituisce più a valle.
Poco oltre il passaggio di Pietrastretta, il sentiero conduce all'altopiano di Piano dell'Angelo. Qui giacciono i ruderi della Cappella dell'Angelo, una testimonianza storica cruciale per interpretare il sito. Nell'Appennino meridionale, il culto di San Michele Arcangelo (l'Angelo per eccellenza) è storicamente e indissolubilmente legato alle grotte, alle cavità e alle sorgenti nascoste, una tradizione di origine longobarda.
La presenza della cappella diroccata proprio a ridosso del sistema carsico suggerisce che gli antichi abitanti non solo conoscessero perfettamente la cavità e il suo comportamento idrologico, ma l'avessero sacralizzata, ponendo un presidio spirituale sopra le misteriose vie dell'acqua sotterranea. Oggi la fitta vegetazione e le faggete nate dopo l'abbandono della pastorizia d'alta quota tendono a nascondere sia l'antico impluvio di Pietrastretta che i ruderi della chiesetta. I moderni rilievi satellitari faticano a scorgere ciò che la Carta di Civita ha fissato cinquant'anni fa.
Camminare in questi luoghi significa riscoprire un'Irpinia segreta, dove la geologia d'avanguardia incontra le leggende e la storia della devozione montana. Per gli appassionati di escursionismo consapevole e di archeologia del paesaggio, il Sentiero dell'Angelo (CAI 143) che passa proprio sotto Pietrastretta, diventa così una vera e propria macchina del tempo.
Nessun commento:
Posta un commento
Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.