mercoledì 27 maggio 2026

L'enigma di Pietrastretta, una storia nascosta del Monte Tuoro (Working Paper)

 


La Carta idrogeologica di M. Civita del 1969 riporta un enigma geomorfologico straordinario sui fianchi del Monte Tuoro, nel territorio di Chiusano di S. Domenico. La mappa mostra un profondo canalone a volte percorso da un vallone che scende dalle vette e si infila dritto in una cavità rocciosa – contrassegnata graficamente da una "U rovesciata" – per poi riemergere e proseguire verso valle. Questo punto critico si trova in un luogo dal nome fortemente evocativo: la località di Pietrastretta.




Il toponimo Pietrastretta non è casuale: indica un passaggio aspro e incassato tra imponenti pareti calcaree. In questo punto esatto, la forza millenaria dell'acqua ha modellato la roccia. Quella "U rovesciata" visibile sulla carta rappresenta con ogni probabilità una cavità o un inghiottitoio. Il vallone convoglia le acque meteoriche d'alta quota nella cavità che agisce come un imbuto idrogeologico: inghiotte il torrente a Pietrastretta e lo restituisce più a valle. 

Poco oltre il passaggio di Pietrastretta, il sentiero conduce all'altopiano di Piano dell'Angelo. Qui giacciono i ruderi della Cappella dell'Angelo, una testimonianza storica cruciale per interpretare il sito. Nell'Appennino meridionale, il culto di San Michele Arcangelo (l'Angelo per eccellenza) è storicamente e indissolubilmente legato alle grotte, alle cavità e alle sorgenti nascoste, una tradizione di origine longobarda. 

La presenza della cappella diroccata proprio a ridosso del sistema carsico suggerisce che gli antichi abitanti non solo conoscessero perfettamente la cavità e il suo comportamento idrologico, ma l'avessero sacralizzata, ponendo un presidio spirituale sopra le misteriose vie dell'acqua sotterranea. Oggi la fitta vegetazione e le faggete nate dopo l'abbandono della pastorizia d'alta quota tendono a nascondere sia l'antico impluvio di Pietrastretta che i ruderi della chiesetta. I moderni rilievi satellitari faticano a scorgere ciò che la Carta di Civita ha fissato cinquant'anni fa.

Camminare in questi luoghi significa riscoprire un'Irpinia segreta, dove la geologia d'avanguardia incontra le leggende e la storia della devozione montana. Per gli appassionati di escursionismo consapevole e di archeologia del paesaggio, il Sentiero dell'Angelo (CAI 143) che passa proprio sotto Pietrastretta, diventa così una vera e propria macchina del tempo.


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