lunedì 22 giugno 2026

Appunti per un itinerario geologico nel Miocene del M.te Tuoro (Monti Picentini - Appennino Campano)

 

Riassunto - Questo studio analizza le facies sedimentarie torbiditiche mioceniche affioranti nell'area del Monte Tuoro, focali per comprendere la complessa evoluzione tettonico-sedimentaria del Flysch di Castelvetere. Attraverso l'analisi stratigrafica e sedimentologica, sono state distinte diverse associazioni di facies che testimoniano la dinamica deposizionale di sistemi di scarpata e bacino profondo. I risultati evidenziano l'influenza della tettonica sinsedimentaria e forniscono nuovi modelli di correlazione per i bacini di piggyback dell'Appennino meridionale.

 

Abstract - This study investigates the Miocene turbidite sedimentary facies outcropping in the Mount Tuoro area, which are key to understanding the complex tectono-sedimentary evolution of the Castelvetere Flysch. Through stratigraphic and sedimentological analysis, various facies associations have been identified, reflecting the depositional dynamics of slope and deep-basin systems. The findings highlight the influence of syn-sedimentary tectonics and provide new correlation models for the foredeep basins of the Southern Apennines.

 

Parole Chiave / Keywords

 

Italiano: Torbiditi, Flysch di Castelvetere, Monte Tuoro, Miocene, Sedimentologia, Bacini Piggy-back

 

Inglese: Turbidites, Castelvetere Flysch, Mount Tuoro, Miocene, Sedimentology, Piggy-back basin.

 

 

Premessa

 

Nell’area del M. te Tuoro affiora in buona evidenza la successione sedimentaria torbiditica, d’età Tortoniano-Messiniano nota in letteratura con il nome formazionale di Flysch di Castelvetere (Pescatore, 1970; Cocco et al., 1974; Pescatore, 1992. Essa può essere facilmente osservata attraverso un copioso numero di tagli artificiali stradali o incisioni naturali tra gli abitati di Chiusano di S. Domenico, Castelvetere s. C. e S. Mango s. C. (Cataldo G, 2007). Grazie a queste sezioni è possibile riconoscere i principali caratteri stratigrafici e sedimentologici delle differenti facies sedimentarie flyschoidi. Gli stop che è possibile effettuare in questa sede risiedono lungo strade comunali o provinciali e ciò ne determina un basso livello di grado di difficoltà (per basso livello di difficoltà, si intende una escursione con percorsi quasi sempre lungo strade, con viste panoramiche ed in prossimità di centri abitati). É sempre prudente mantenere una viva attenzione nei confronti di veicoli in transito lungo le sedi stradali.




Inquadramento geologico

 

La Catena appenninica costituisce un orogene a pieghe e thrust, originatosi a partire dall’Oligocene superiore-Miocene inferiore a causa della deformazione compressiva dei paleodomini oceanici che occupavano la fascia a ridosso del confine tra la Placca africana a sud e la Placca europea a nord.

La Basilicata occupa il settore centrale del tratto meridionale della Catena appenninica il quale è noto nella letteratura specialistica come Appennino campano-lucano (Fig. 1A).


Fig. 1A - Schema geologico dell‟Appennino campano-lucano (da Ciarcia & Vitale., 2018).

 

 

Lungo un ideale transetto che collega la costa tirrenica con l’Avampaese apulo (Fig. 1B), la struttura superficiale interna dell’Appennino lucano è costituita dalle seguenti unità:

Unità Liguridi, le quali rappresentano un ‘prisma di accrezione’ oligo-miocenico formato, dal basso verso l’alto, da ofioliti, argilliti nerastre con intercalazioni quarzifere ed infine da spesse torbiditi

calcaree;

 

Unità della Piattaforma appenninica, costituite da dolomie, calcari, calcareniti e sedimenti clastici fliscioidi;

 

Unità lagonegresi, formate da una porzione inferiore calcareo-silico-marnosa separata tettonicamente da quella superiore argillosa-calcarenitico-arenacea;

 

Unità dei Flysch miocenici, rappresentate da depositi silicoclastici depositatisi in bacini satelliti (piggy-back, trust-top) sul fronte dell’orogene;

 

Unità dell’Avanfossa bradanica, costituite da sedimenti clastici plio-pleistocenici;


Unità della Piattaforma apula, costituite da carbonati meso-cenozoici.

 




  Fig. 1B. Sezione geologica.

 

 

Durante i processi di formazione e di accavallamento di un cuneo orogenico, nel settore esterno si forma una estesa zona di sedimentazione che rappresenta il Bacino di Foreland (Fig. 2). Attualmente, il settore assiale dell’Appennino lucano è caratterizzato dalla presenza di flysch di età miocenica costituiti da depositi silicoclastici depositatisi all’interno di bacini satelliti (piggy-back) sviluppatisi sul fronte dell’orogene (depozona di wedge-top) (Fig. 2). Uno di questi depositi è rappresentato proprio dal Flysch di Castelvetere (Tortoniano-Messiniano) che rappresenta il riempimento sedimentario di un piccolo bacino impiantatosi sulla piattaforma carbonatica (Sgrosso, 1998).

 




Fig. 2. Il sistema di bacini di foreland può essere diviso in 4 depozone, il wedge-top, l’avanfossa (foredeep), il rialzo periferico (forebulge) e il back-bulge (De Celles & Giles, 1996).

 

 

La successione del Flysch di Castelvetere

 

La successione del Flysch di Castelvetere si sviluppa in discordanza angolare sul mesozoico carbonatico del M. Tuoro. Questi due corpi sedimentari sovrapposti si accavallano, a loro volta, lungo una superficie di thrust, al di sopra delle Unità Lagonegresi.

Le facies sedimentarie riconoscibili all’interno della successione del Flysch di Castelvetere registrano dei processi deposizionali che sono avvenuti in un bacino profondo ed a causa dell’accumulo di grossi volumi di sedimento provenienti dallo smantellamento subaereo dei terreni che costituivano l’orogene in sollevamento a monte del bacino stesso. I processi deposizionali sono di natura torbiditica, prodotti cioè da correnti di torbida di variabile densità, ma capaci di trasportare sedimenti da molto grossolani a fini.

Per questo motivo, l’associazione di facies che è possibile riconoscere in affioramento abbraccia un considerevole range di variabilità.

In sintesi, le facies sedimentarie che affiorano nell’area di studio, possono essere riassunte in 5 associazioni principali:

 

1.   Facies Conglomeratica: strati conglomeratici poligenici, da disorganizzati a parzialmente gradati, di spessore variabile; in affioramento si presentano in lenti di lunghezza di qualche centinaio di metri (Fig. 5A).

 

2.   Facies Arenacea (raramente arenaceo-conglomeratica): strati e megastrati amalgamati massivi, privi di strutture sedimentarie e caratterizzati da superfici basali con un forte carattere erosivo (mud clasts presenti alla base) (Fig. 5B e 5C).

 

3.   Facies Arenaceo-Pelitica: alternanza ritmica di strati arenacei, gradati, ricchi di strutture sedimentarie (ripples, climbing ripples, laminazione piano-parallela e convoluta), e orizzonti siltosi laminati (Fig. 5D e 5E).

 

4.   Facies Pelitico-Arenacea: successione di orizzonti siltosi, di colore grigiastro, saltuariamente alternati a strati arenacei sottili e gradati (simili a quelli presenti nella precedente facies) (Fig. F e 5G).

 

5.   Facies caotica


Fig. 5. Principali caratteri in affioramento delle facies sedimentarie osservabili all’interno del Flysch di Castelvetere, tra le località di Chiusano e Castelvetere. (A) Facies conglomeratica; (B) Affioramento di arenarie massive con inclusi pelitici. (C) Arenarie conglomeratiche. (D) Facies arenaceo-pelitica. (E) Facies pelitico arenacea. (F) Olistolite calcareo. (G) Facies caotica


Riferimenti bibliografici:

 

 

Cataldo G. (2007) - Ricerche geologiche nel Parco Regionale dei Monti Picentini per l’individuazione di siti ed itinerari geologici. Tesi di Laurea (inedita) in Scienze Geologiche. Dipartimento di Scienze della Terra - Università di Napoli “Federico II”. Napoli. pagg. 1-222.

 

Ciarcia & Vitale (2018) – Carta geologica della Campania: nota illustrativa. Consiglio dell’Ordine dei Geologi della Campania e Consiglio Nazionale dei Geologi.

 

Cocco et al., (1974) - Le unità irpine nell’area a nord di Monte Marzano, Appennino meridionale. Mem. Soc. Geol. It., 13.

 

De Celles, P.G. & Giles, K.A. (1996) - Foreland Basin System. Basin Research, 8, 105-123.

 

Pescatore et al., (1970) - Lineamenti di sedimentazione e tettonica nel Miocene dell’appennino campano-lucano. Boll. Soc. Geol. Ital., 97, 783–805.

 

Pescatore T. (1992) - La sedimentazione miocenica nell’Appennino campano-lucano. Mem. Soc. geol. it., 41, 37-46.

 

Sgrosso I. (1998) – Possibile evoluzione cinematica miocenica nell’orogene centro sud-appenninico. Boll. Soc. Geol. It., 11.

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