sabato 20 giugno 2026

Aeclanum: La Geoarcheologia svela i segreti dell'Irpinia Romana (Working paper)





Nel cuore dell’Irpinia, dove la Via Appia (recentemente dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO) tracciava il destino di mercanti e legionari, sorge il Parco Archeologico di Aeclanum. Ma per comprendere davvero questa città, non basta guardare le sue colonne: bisogna interrogare la terra stessa attraverso la geoarcheologia.

Una strada nell'antica città romana di Aeclanum - By Dэя-Бøяg - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=40205435



Un insediamento figlio della sua terra


Aeclanum non è nata per caso. La sua posizione in località Passo di Mirabella risponde a una precisa logica geomorfologica. Situata su un'altura strategica che domina la valle del fiume Calore, la città sfruttava le naturali pendenze del terreno per il drenaggio e la difesa.


La geoarcheologia ci permette di leggere nelle stratificazioni del suolo la storia di eventi drammatici:


L’incendio di Silla (89 a.C.): Gli scavi hanno evidenziato tracce di combustione che confermano il racconto dello storico Appiano sulla distruzione della fortificazione lignea sannitica durante la Guerra Sociale.


Evoluzione Urbana: Il passaggio da insediamento sannita a colonia romana (Aelia Augusta Aeclanum) è segnato da cambiamenti nel modo in cui l'uomo ha modellato il paesaggio, terrazzando i pendii per far spazio a monumenti come il Macellum e le imponenti Terme.


Le recenti scoperte: Il Foro e oltre


Le indagini più recenti, condotte in collaborazione con università ed enti di ricerca, stanno portando alla luce il "cuore pulsante" della città. Grazie a tecniche di analisi del terreno e scavi stratigrafici mirati, nel 2025 è stata identificata con precisione l'area del Foro e parte del Macellum, tasselli fondamentali che fino a poco tempo fa restavano celati sotto metri di sedimenti.


Perché la geoarcheologia è fondamentale ad Aeclanum?


Studiare la geoarcheologia di questo sito significa capire come le risorse naturali abbiano influenzato l'architettura. Le colonne in laterizio della domus con peristilio o le murature delle terme non sono solo pietre: sono il risultato di una gestione consapevole delle cave locali e dell'argilla presente nel bacino del Calore.


Inoltre, la disciplina aiuta a proteggere il sito dai dissesti. Comprendere come l'acqua e il suolo interagiscono con le strutture antiche è vitale per la loro conservazione.

Ricostruzione del paesaggio antico: attraverso i carotaggi, i ricercatori possono "vedere" come appariva la valle secoli fa, tra boschi e aree coltivate.

Oggi il Parco Archeologico di Aeclanum è un laboratorio a cielo aperto, testimonianza di come la città abbia continuato a evolversi adattandosi ai cambiamenti del territorio anche nel tardoantico.


Geologia e Geomorfologia


Il sito di Aeclanum sorge in un contesto geologico dominato dalle dinamiche dell'Appennino Meridionale.


L'area poggia su unità sedimentarie mioceniche e plio-pleistoceniche. Predominano le argille e marne argillose, spesso alternate a banchi di arenarie e conglomerati (formazioni terrigene). Questo mix ha fornito agli antichi romani materiali da costruzione locali, ma rappresenta oggi una sfida per la stabilità delle strutture archeologiche.

La città occupa un pianoro situato a circa 370 m s.l.m., delimitato dai versanti della valle del fiume Calore e del torrente Fredane. Questa morfologia a "terrazzo" naturale offriva protezione e controllo sulle principali arterie commerciali, ma espone i bordi del sito a fenomeni di erosione e piccoli smottamenti.


L'idrogeologia è stata il motore dello sviluppo di Aeclanum, celebre per il suo imponente complesso termale. L'area è caratterizzata da una complessa interazione tra le acque superficiali del reticolo idrografico del Calore e le falde sotterranee.Gestione Antica: Gli ingegneri romani sfruttarono le pendenze per convogliare le acque piovane e sorgive. La presenza di orizzonti argillosi impermeabili ha permesso la creazione di cisterne efficienti, ma oggi l'umidità di risalita e il ristagno idrico nelle aree depresse del sito rappresentano i principali agenti di degrado per i mosaici e le murature in laterizio.


Il concetto di Geoarcheosito


Aeclanum può essere definita un geoarcheosito: un luogo dove l'elemento geologico (il paesaggio naturale) e quello archeologico (l'intervento umano) sono indissolubilmente legati. La geodiversità del territorio irpino (cave di "breccia irpina", argille per laterizi) ha dettato l'estetica e la tecnica costruttiva della città.


La protezione di Aeclanum non riguarda solo i reperti, ma l'intero sistema ambientale.

Le indagini geoarcheologiche correnti mirano a mitigare il rischio di dissesto. La stabilità del versante è monitorata per prevenire danni strutturali causati dalle variazioni del contenuto d'acqua nei terreni argillosi.

Qualsiasi intervento di scavo o valorizzazione deve sottostare alla verifica preventiva dell'interesse archeologico.

Il Ministero della Cultura ha recentemente stanziato fondi per un progetto di valorizzazione, che include studi per la messa in sicurezza del patrimonio archeologico. 

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